Non solo la “Ciociara”. Violenze di guerra sulle donne nel 1944

 

Il libro di Silvano Olmi su una vicenda scomoda e terribile della Seconda Guerra Mondiale. NON SOLO LA “CIOCIARA”. Violenze di guerra sulle donne dalla Sicilia alla Campania, dal Lazio alla Toscana (edizioni Fergen, Roma 2018, pp.296) attraverso documenti e denunce ripercorre le violenze compiute in Italia nel 1944 soprattutto dalle truppe marocchine inquadrate nel Corpo di Spedizione Francese. Una violenza doppiamente terribile perché questi militari che facevano parte degli Alleati erano considerati dei liberatori e vennero accolti come tali. Per loro, invece, gli italiani erano dei nemici e quindi i loro beni e le donne erano solo “bottino di guerra” su cui sfogare gli istinti più bestiali. Donne di tutte le età, dagli 11 agli 80 anni e in non pochi casi anche uomini e ragazzi (persino bambini). In Toscana hanno subito violenze persino uomini e donne impegnate in formazioni partigiane.

Se l’orrore ha raggiunto il culmine in Ciociaria (e in limitrofi comuni della provincia di Latina), il volume si occupa anche di stupri e omicidi registrati sia prima, in Sicilia e in Campania, che dopo, nella provincia di Viterbo e in Toscana, soprattutto nelle provincie di Siena e di Livorno, sull’Amiata e all’Isola d’Elba.

Questo è il primo libro che si occupa anche della provincia di Viterbo dove l’autore ha trovato negli archivi quasi cento denunce e presenta documenti inediti.

pp.296 – euro 15

 

IL LIBRO

Un libro di trecento pagine per conoscere una tragica vicenda che ha avuto un precedente storico con le violenze commesse dalle truppe coloniali francesi in Germania dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, come si ricorda nella Premessa.

Lo sbarco degli Alleati in Sicilia con i primi eccessi, una presentazione del Corpo di Spedizione Francese e poi lo sbarco a Napoli con le violenze commesse pure in provincia di Caserta.

La Linea Gustav e il dilagare delle violenze a Esperia, Lenola, Vallecorsa e altre località del Basso Lazio. La tragica vicenda del “treno di Ciampino” riportata dai giornali a dimostrazione che sul tema ci sono sempre state denunce ufficiali.

I capitoli dedicati alla provincia di Viterbo (con i documenti inediti trovati dall’autore durante le sue ricerche) per proseguire poi con le violenze in Toscana.

Il dopoguerra con il risarcimento dei danni e le cure sanitarie per le malattie veneree e le interrogazioni e i dibattiti parlamentari.

Un capitolo per il romanzo di Moravia e il film con la Loren che ha definitivamente fatto entrare l’attrice nella storia del cinema con l’Oscar per la miglior interpretazione, ma soprattutto le violenze delle truppe marocchine (e non solo) nella storia della Seconda Guerra Mondiale. Inoltre si parla anche dell’opera lirica “Two Women”.

Un capitolo per l’oblio istituzionale interrotto solo dopo ben sessant’anni dalle medaglie al merito civile, concesse nel 2004 sotto la presidenza della Repubblica di Carlo Azeglio Ciampi.

Le polemiche sul numero delle vittime e le varie ipotesi; per finire poi con il confronto sulla ricerca storica in materia sia in Italia che in Francia con l’analisi dei saggi più recenti, con la differenza che mentre in Italia la vicenda viene studiata solo da storici locali, in Francia invece cominciano ad occuparsene anche gli accademici.

 

L’AUTORE

SILVANO OLMI. Luogotenente dell’Esercito nella Riserva. Giornalista pubblicista e ricercatore storico. Si è laureato con una tesi sul passaggio delle truppe coloniali francesi in provincia di Viterbo durante la Seconda Guerra Mondiale. Ha scritto per i quotidiani: Il Corriere di Viterbo, Il Tempo (edizione di Viterbo) e il Nuovo Corriere Viterbese. Più volte eletto consigliere comunale di Tarquinia, ha ricoperto la carica di assessore alla cultura, ed è stato eletto consigliere anche alla Provincia di Viterbo. Dirigente nazionale dell’associazione ambientalista Fare Verde. E’ anche componente dell’esecutivo nazionale del Comitato 10 Febbraio per il quale ha effettuato ricerche storiche su tredici cittadini del viterbese uccisi e infoibati in Istria.

 

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